L'angolo della Poesia

 

 

Emily Dickinson

 

Se tu dovessi arrivare d'autunno

 

Se tu dovessi arrivare d'autunno,

caccerei l'estate

come la massaia caccia la mosca,

con un piccolo sorriso e una smorfia di sdegno.

Se potessi rivederti fra un anno,

dei mesi farei tanti gomitoli -

che riporrei in cassetti diversi,

per paura che i numeri si rifondano -

Se solo fosse questione di secoli, d'attesa,

li conterei sulla mano, sottraendo,

fin quando non mi cadessero le dita

nel paese di Van Dieman.

Se fossi certa che oltre questa vita,

la mia e la tua saranno -

la butterei lontana, come una buccia, la mia -

e sceglierei l'eternitÓ -

Ma ora - incerta della durata di questa -

che a metÓ si pone,

come un pungolo la sento, un'ape folletto -

di cui non sai - quando pungerÓ.

 

 

If you were coming in the Fall,

I'd brush the Summer by

With half a smile, and half a spurn,

As Housewives do, a Fly.

If I could see you in a year,

I'd wind the months in balls -

And put them each in separate Drawers,

For fear the numbers fuse -

If only Centuries, delayed,

I'd count them on my Hand,

Subtracting, till my fingers dropped

Into Van Dieman's Land.

If certain, when this life was out -

That your's and mine, should be -

I'd toss it yonder, like a Rind,

And take Eternity -

But, now, uncertain of the length

Of this, that is between,

It goads me, like the Goblin Bee -

That will not state - it's sting.

 
 

Silenzi

A cura di e trad. di

Barbara Lanati

Impronte

Numero 39

Feltrinelli

Ediz. 1986

 

 

 

 

I precedenti

    *    Saffo - trad. di Ugo Foscolo - Quei parmi in cielo

    *    Salvatore Di Giacomo - Na tavernella

    *    Platone - Ed era, la sua, voce di canto

 

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