La proposta di Dicembre

 

 

Laura Laurenzi

   

Liberi di amare

 
 

E' una carrellata di storie d'amore a sfondo omosessuale. Sono dieci coppie, maschili e femminili, con personaggi famosi come Greta Garbo, Elton John, Gianni Versace, Eleanor Roosevelt, Salvador Dalì e altri.

Il tema, però, è l'amore, forte, irresistibile, vero, disperato, trionfante, sempre e comunque amore, indipendentemente dal sesso dei protagonisti.

E' un libro che ci apre un po' gli occhi raccontando storie che vanno oltre i pregiudizi. Cambiamo i nomi, da maschile a femminile o viceversa, e anche il più prevenuto non potrà non appassionarsi alle vicende umane raccontate da Laura Laurenzi.

Non c'è compiacimento né intento pruriginoso, ma solo il piacere di raccontare le passioni di personaggi famosi, le cui vicende amorose forse meno note, a volte vissute nell'ombra, ne hanno segnato l'esistenza.

La foto di copertina è irresistibile: la felicità, la gioia, la complicità che traspare dagli sguardi e dai sorrisi, la luminosità degli occhi e dei gesti ben rappresenta il contenuto delle pagine scritte.

 

        

LIBERI DI AMARE

Laura Laurenzi

Rizzoli

pag. 223

Ediz. 2006

 

 

 

 

 

 

L'inizio del romanzo

Arthur Rimbaud e Paul Verlaine

Il «grande e radioso peccato» ha occhi tersi e lucenti e le sembianze di un ragazzo sporco e bellissimo. «Puzzava di genio», racconta chi ha potuto sfiorarlo. Quando Arthur Rimbaud, impolverato e ricco solo del suo tumultuoso talento, sbarca a Parigi, non ha ancora compiuto diciassette anni, ed è già fuggito di casa tre volte. Viaggia senza bagaglio e in tasca ha soltanto, spiegazzata, la lettera di Paul Verlaine: «Venite, cara grande anima, vi chiamiamo, vi aspettiamo», gli aveva scritto il poeta delle Feste galanti in risposta a una missiva in cui il giovanissimo Rimbaud, traboccante di ammirazione, gli chiedeva un incontro. Voleva conoscerlo ed essere introdotto nella cerchia dei Parnassiani. Nella busta Arthur aveva chiuso cinque suoi componimenti poetici che Verlaine definirà «di una bellezza veramente terrificante». Versi visionari, lampeggianti, di un'antologia a sfondo omosessuale.

Una bellezza terrificante. Verlaine ne resta così turbato e ammirato da pagargli il biglietto del treno, purché arrivi al più presto. Solo andata, naturalmente. Gli manda un vaglia telegrafico con i soldi; lo invita a dormire a casa sua, nella stanza degli ospiti, a trasferirsi da lui e da sua moglie Mathilde, che ha soltanto diciotto anni e aspetta un bambino.

E' una domenica di settembre del 1871. Comincia quel giorno il più crudele e il più feroce dei ménage, fatto di turpitudini, estasi, ricatti, fughe, ritorni, minacce di suicidio, carezze date col coltello. E colpi di pistola: «Ci amiamo come tigri». Il devastatore della quiete famigliare ha «la faccia di bambola», dirà Mathilde. E uno sguardo azzurro e alto, di una purezza inquietante. I capelli sono incolti, arruffati, sporchissimi, le mani arrossate, i pantaloni color lavagna troppo corti per un adolescente cresciuto in fretta. Verlaine si innamora all'istante di quel «volto perfettamente ovale di angelo in esilio», scriverà, e di quelle «potenti labbra rosse con la loro smorfia malevola». Rimbaud è un ragazzo di paese selvatico e arrogante, che sa essere insieme protervo e soave, perfettamente conscio della propria superiorità. E' timido quanto oltraggioso e ha dentro di sé il seme della rivolta. Contro tutto: la famiglia, la religione, la patria, i valori borghesi. Nel suo genio c'è qualcosa di insolente che soggioga immediatamente Verlaine, dieci anni più adulto.

 

 

 
 

I precedenti

    *    Lois McMaster Bujold - Gravità zero

    *    Amin Maalouf - Col fucile del console d'Inghilterra

    *    Salvatore Niffoi - Ritorno a Baraule

    *    Nahal Tajadod - Passaporto all'iraniana

 

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